martedì 19 giugno 2007

La pista di sabbia



Andrea Camilleri




La pista di sabbia

Anno: 2007
-->288 pagine 12.00 Euro ISBN 88-389-2216-0

IL LIBRO-->
L’incubo è la Cavalla della Notte: la fantasima sganasciante, con froge e zoccoli. Abita la coscienza disfatta dal sonno, il buio accidioso degli istinti, la cecità delle tentazioni, il rodìo dei rimpianti e delle nostalgie nella costernazione per il tempo che si vorrebbe fermo e invece sopravanza e soverchia. L’incubo è la qualità equina, l’astrazione che governa questo romanzo di amazzoni e di allevatori di cavalli purosangue, ambientato tra scuderie e maneggi, ippodromi e piste: tra corse clandestine e corse di beneficenza. Un mondo nuovo sorprende e spiazza il commissario Montalbano. Una società che strepita a vuoto, su quella linea logora che a stento separa un vestibolo di ignavi, di smidollati e di viziosi (aristocratici alcuni, ma per lo più imprenditori e uomini d’affari), dall’«inferno» della vecchia e della nuova mafia. Un «suon di man» echeggia, in questo vestibolo, come in quello dell’Inferno dantesco. Ma se i «cattivi» di Dante erano «stimolati molto» da «mosconi» e «vespe», questi lunatici circensi spiaccicano sulle loro gote nugoli di moscerini. Tutto ruota attorno alla carcassa rapita di un cavallo da corsa. E a un cadavere trovato seminudo, con un proiettile in corpo, buttato al sole e ai cani. Due romanzi si chiudono l’un dentro l’altro. Le piste si intrecciano e si confondono. Ciò che sembra chiaro al dritto, si rivela oscuro al rovescio. Montalbano cavalca un doppio incubo. Monta dapprima sulla «cavaddra-fimmina». E poi, maldestro, inforca un cavallo di bronzo: un ordigno metamorfico, che lo trabalza «con la faccia verso il culo della vestia», e lo porta su piste di sabbia, là dove le orme si sperdono e cancellano. Montalbano è un aruspice annebbiato dai gabbamenti della memoria e dagli «incubi» dell’incipiente vecchiaia. Avrebbe bisogno di un paio d’«occhiali». Sente la bestia sotto di sé. Ma forse è lui stesso un «cavallo» condotto da eventi che non sa decifrare. Come la madonna Oretta di una novella del Decameron, il commissario scenderà infine dai «cavalli» di «duro trotto» e di andatura sbagliata (a barzelloni e traballoni). Si ritroverà. Tornerà ai consueti avvedimenti: trucchi, «sfunnapiedi», o «saltafossi». E ancora una volta, senza ausilio d’occhiali, saprà ricomporre, leggere, e raccontarsi, una «bellissima» storia. Nigro.




Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo La mano sugli occhi. Con questa casa editrice ha pubblicato: La strage dimenticata (1984), La stagione della caccia (1992), La bolla di componenda (1993), Il birraio di Preston (1995), Un filo di fumo (1997), Il gioco della mosca (1997), La concessione del telefono (1998), Il corso delle cose (1998), Il re di Girgenti (2001), La presa di Macallè (2003), Privo di titolo (2005), Le pecore e il pastore (2007); e inoltre gli altri romanzi con protagonista il commissario Salvo Montalbano: La forma dell'acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1997), La gita a Tindari (2000), L'odore della notte (2001), Il giro di boa (2003), La pazienza del ragno (2004), La luna di carta (2005), La vampa d'agosto (2006), Le ali della Sfinge (2006).

contatti

contatti: rafaelnavio@libero.it

lunedì 18 giugno 2007

Bird

14/06/2007 22:06
a cura di Daria Castelfranchi
In occasione dell'uscita del film su Beethoven di Agnieszka Holland con Ed Harris, abbiamo realizzato un sondaggio tra gli addetti ai lavori sul miglior film sulle vite di artisti siano essi musicisti, pittori o scrittori. Vince Bird di Clint Eastwood, la biografia del sassofonista Charlie Parker, su l'Andrei Rublëv di Tarkowskij, più staccato Amadeus di Milos Forman.
Il sondaggio realizzato in occasione dell’uscita del film su Beethoven ha portato alla ribalta vecchi film su artisti del passato tra cui musicisti, pittori e scrittori.

http://www.filmfilm.it/

I Complici FAZI EDITORE





Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al parlamento
La biografia dell'ultimo capo dei capi letta attraverso le sue alleanze politiche ed economiche: dall'accordo con il Partito Socialista del 1987 fino alla stagione delle bombe di mafia del 1992-93; dall'arresto di Totò Riina fino al patto stretto, secondo i magistrati di Palermo, con i vertici di Forza Italia e dell'UDC siciliana. Un libro esplosivo che ricostruisce, con documenti e testimonianze inedite, la ragnatela di rapporti che hanno permesso a Provenzano di restare libero per quarantatre anni. Un viaggio nella Mafia SpA, un'organizzazione criminale che in Sicilia controlla buona parte degli appalti pubblici, lavora con molte cooperative rosse e imprese di dimensione internazionale, ha uomini infiltrati nelle banche, nelle istituzioni economiche, come la Confindustria, e in quelle culturali, come l'università.Quattordici anni dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino, l'opera di Peter Gomez e Lirio Abbate racconta come tutto in Sicilia sia tornato come prima, con decine di deputati regionali eletti a Palazzo dei Normanni nonostante i loro evidenti legami con Cosa Nostra, con una serie di parlamentari nazionali arrivati a Roma dopo aver contrattato l'appoggio degli uomini d'onore. Una lenta e inarrestabile riconquista del potere resa possibile dal silenzio delle istituzioni e dei media.In questo quadro l'arresto di Provenzano, più che il segnale della riscossa, diventa solo una tappa nella metamorfosi definitiva verso la mafia del terzo millennio: quella che alla lupara preferisce il doppiopetto.





Lirio Abbate è redattore all'ANSA e collabora con La Stampa. È stato l'unico cronista presente sulla scena dell'arresto di Provenzano. Ha seguito i processi e le inchieste di mafia più importanti degli ultimi dieci anni e le indagini sulla criminalità organizzata in Sicilia. Ha effettuato reportage sulle mafie in Italia e sugli sbarchi dei clandestini nelle coste siciliane; per questi servizi ha ricevuto il premio "Cronista dell'anno 2003".




Peter Gomez, giornalista de L'Espresso e collaboratore di MicroMega, ha scritto, tra gli altri: L'Intoccabile. Berlusconi e Cosa Nostra (con Leo Sisti, Kaos, 1997), Mani Pulite. La vera storia (con Gianni Barbacetto e Marco Travaglio, Editori Riuniti, 2002) e, con Marco Travaglio, La Repubblica delle banane (Editori Riuniti, 2001), Bravi ragazzi (Editori Riuniti, 2003), Regime (Rizzoli, 2004), Inciucio (Rizzoli, 2005), Le mille balle blu (Rizzoli, 2006).

mercoledì 6 giugno 2007

CONTATTI

RAFAELNAVIO@LIBERO.IT

V.M. 18 di Isabella Santacroce


FAZI EDITORE

Descrizione
"All'interno di collegiali ambienti dal decadente ed eccentrico fascino, la libertina-criminale-esteta quattordicenne Desdemona, in compagnia delle altrettanto perverse e licenziose coetanee Cassandra e Animone, si sollazza tra orge e delitti, bevendo l'allucinatorio cocktail Reietto, e divertendosi a drogare talune vittime iniettandogli nei globi oculari il potente Acido Viperinico Liquido. Tali imprese crudelmente voluttuose si compiono sotto il nome del Manifesto Delle Spietate Ninfette, di cui fanno parte le tre feroci e lussuriose fanciulle, abitanti insieme la Stanza Furente, e dedite al massacro di ogni purezza. Le integerrime collegiali, le malfatte istitutrici Polissena e Pelopia, l'altera direttrice Andromaca, la burrosa insegnante Giocasta, il consorte custode Agamennone, i dotati diciottenni Creonte e Minosse che frequentano il conservatorio poco distante, tutti sono in ostaggio delle Spietate Ninfette che, traendone cospicui profitti, li condurranno dentro giochi colmi di scellerate turpitudini". (Isabella Santacroce)

martedì 5 giugno 2007

L'IMMONDIZIA: CORSI E RICORSI DELLA STORIA




da LA REPUBBLICA.IT 10.MAGGIO 2003
Il ministro Pisanu: "Si tratta di una nuova forma di disordine".


La denuncia di Bassolino: "Dietro i roghi la mano della camorra".


Napoli, cassonetti in fiamme rivolta contro l'immondizia.


Nei paesi chiusi uffici e mercati, superordinanza del governo che proroga lo stato d'emergenza in vigore già da nove anni.
Articolo di ELEONORA BERTOLOTTO

NAPOLI - La notte, ancora una volta, è stata piena di roghi. Hanno incendiato i cassonetti da Ponticelli a Fuorigrotta, da un lato all'altro della città, con una foga sacrificale che non si conosceva da anni. Cassonetti sotterrati dall'immondizia accumulata per giorni si presentano ora deformi, con le bocche spalancate, tra i resti carbonizzati del festino notturno.Il centralino dei vigili del fuoco è andato in tilt, sommerso dalle chiamate. Chi chiede un intervento si mette in lista. Qualcuno provvede a spegnere le fiamme da sé, qualcuno esce di casa in piena notte con i figli, per paura del fumo. I vigili arrivano, quando arrivano, scortati dalla polizia. "Siamo di fronte a una forma nuova di disordine", dice da Roma il ministro Pisanu. E il vicepremier Fini: "La questione rifiuti in Campania ha superato i limiti della decenza". In serata il consiglio dei ministri prorogherà di un altro anno, fino al 2004, l'emergenza e varerà una superordinanza destinata a rafforzare il ruolo di Bassolino, presidente della Regione e commissario ad acta.


La città si interroga sui roghi. Chi appicca il fuoco, lo fa con metodo: file di cassonetti si trasformano in immensi falò, che sfiorano i primi piani delle case. Succede nei paesi, in periferia, ma anche in zone borghesi come Fuorigrotta, dove il presidente della circoscrizione chiede di chiudere le scuole, visto che molti incendi scoppiano presso gli istituti, costringendo i bambini a camminare tra i fumi tossici. Da Palazzo San Giacomo rispondono che, se la situazione non migliorerà, le scuole chiuderanno anche a Napoli. Chi sono i piromani? Solo gente esasperata? Possibile. O al soldo della camorra, come denuncia Bassolino? Probabile, perché alla fine si dovranno sostituire i cassonetti squagliati. Così nei paesi, vigili e polizia di notte viaggiano a fari spenti, nel tentativo di mettere le mani su chi appicca il fuoco. Ne hanno preso solo uno, a Pianura. E' un pensionato. Dice. "Non ne potevo più di quella puzza".La situazione è tale che il sindaco Rosa Russo Iervolino rivolge un appello ai napoletani: "Non c'è pericolo di infezione, e i roghi aggravano solo l'inquinamento dell'aria". Ma l'impazzimento è generale e ieri, mentre i consiglieri di An occupano la sala giunta sostenendo che "la città va pulita sempre", i disoccupati organizzati incendiano, in pieno giorno, i cassonetti sul lungomare, mentre un commando in Vespa costringe un camion a scaricare l'immondizia in via Chiatamone, nel cuore di Napoli, provocando tra l'altro un ingorgo che paralizza il traffico.Maggio dei monumenti, uno spettacolo surreale, con il circuito dei Decumani, su cui si affacciano decine di chiese, lambito dalla marea montante della spazzatura. Turisti con i fazzoletti premuti sul viso, esterrefatti e anche un po' divertiti ("La solita Napoli"), mentre a Santa Lucia, sede della Regione, si studiano strategie d'intervento su una vicenda senza uscita: nella notte la Procura di Nola ha sigillato il deposito di Terzigno, nel Parco del Vesuvio, dove il Commissariato straordinario per l'emergenza, in pieno affanno dopo settimane di crisi, aveva deciso di stoccare le balle di immondizia già trattata e destinata (quando ci sarà) all'inceneritore. Chiusa quella porta, Napoli riapre un sito temporaneo di stoccaggio, cioè una quasi-discarica, ma a tempo. E qua e là nei comuni dell'hinterland, che stanno anche peggio del capoluogo, si vedono camion di spazzatura, dice la gente, "partire pieni e tornare vuoti". Poiché sversatoi legali non ce ne sono più, l'immondizia sta trovando altre vie d'uscita. Anche nel parco del Vesuvio, tutelato dalla procura di Nola con quel suo provvedimento a sorpresa su Terzigno che manda in bestia Bassolino: "Si tratta di un atto ingiusto e illegittimo".La crisi è spaventosa soprattutto nell'area a nord di Napoli e nella fascia vesuviana. Grossi comuni hanno chiuso scuole, mercati, uffici. E' accaduto, per esempio, a Torre Annunziata dove il sindaco ha emesso l'ordinanza "per evitare epidemie", ma è stato costretto a mandare in forze vigili, Guardia di finanza e polizia per domare la protesta degli ambulanti. Città semideserte, perché la gente evita di uscire. Ieri, con le scuole chiuse e un caldo già quasi torrido, si incontravano ben pochi bambini per strada: topi, scarafaggi e paura delle malattie mortificano anche la voglia dei giochi.


(10 maggio 2003)

lunedì 4 giugno 2007

BASE DI VICENZA: RIMODULAZIONE DELLE FORZE USA di Manilo Dinucci



Nell'annunciare il nullaosta del governo a una nuova base Usa nell'aeroporto Dal Molin di Vicenza, il vicepremier Rutelli ha spiegato che tale area serve alla «rimodulazione della 173a Airborne Brigade», che potrà così avere «un'idonea sistemazione logistica nella sua nuova configurazione». Non ha però spiegato in che cosa consista questa «rimodulazione». Eppure si tratta di una storia emblematica.La 173a brigata aviotrasportata non nasce a Vicenza ma nella lontana Okinawa nel marzo 1963, quando gli Usa iniziano l'escalation in Vietnam. E' la prima unità dell'esercito a esservi inviata nel maggio 1965. Qui rimane per oltre sei anni, partecipando a 14 campagne. Le azioni in cui si distingue sono le incursioni con gli elicotteri, tipo quella resa famosa dal film Apocalypse Now. Nel gennaio 1972 la brigata viene trasferita negli Usa e disattivata. Risuscita quasi trent'anni dopo quando, finita la guerra fredda, gli Usa hanno già combattuto due guerre (Iraq e Jugoslavia): nel giugno 2000 la brigata di fanteria della Setaf (Forza tattica nel Sud Europa) viene «ridisegnata» quale 173a brigata aviotrasportata, «raccogliendo l'orgogliosa eredità di questa storica unità». La nuova 173a brigata, acquartierata nella caserma Ederle di Vicenza, se ne dimostra degna. Nel marzo 2003, dopo che la Turchia ha negato l'uso del proprio territorio, la brigata viene proiettata da Vicenza nell'Iraq del nord, dove apre un nuovo fronte dell'operazione «Iraqi Freedom». Poi, nel marzo 2005, da Vicenza viene inviata a combattere in Afghanistan. Poiché le guerre in Iraq e Afghanistan continuano, la 173a brigata deve ora essere potenziata. A questo punto è necessario ripercorrere le fasi di un'altra «rimodulazione», quella della Setaf da cui dipende la 173a brigata. La Forza tattica statunitense del Sud Europa nasce nel 1955: il suo primo quartier generale viene posto a Camp Darby (il cui uso è stato concesso agli Usa nel 1951), mentre la maggioranza delle truppe è acquartierata a Vicenza. Qui, nel 1965, viene trasferito il Comando Setaf. Con la fine della guerra fredda questo comando, considerato logistico fino al 1992, viene trasformato prima in «comando d'appoggio», quindi in «comando di teatro» responsabile «del ricevimento, della preparazione al combattimento e del movimento avanzato delle forze che entrano nella regione meridionale per una guerra».La Setaf dispone a tale scopo del 14o battaglione di trasporto, che rifornisce le forze arrivate da basi esterne con il materiale bellico tenuto a Camp Darby e in altri depositi. Dispone allo stesso tempo della 173a brigata e altre unità, che vengono proiettate direttamente nei teatri bellici. Grazie ad esse la Setaf ha svolto un ruolo di primaria importanza nella guerra contro la Jugoslavia, in quelle contro l'Iraq e in altre operazioni, anche in Africa. La Setaf dipende infatti dall'Eucom (Comando europeo degli Usa), la cui area di responsabilità comprende l'intera Europa, gran parte dell'Africa e alcune zone del Medio Oriente: 91 paesi.Ora l'area di operazioni della Setaf si è estesa all'Afghanistan: ha infatti dislocato propri soldati sulle «impervie montagne di Bagram», dove sono «impiegati nella guerra globale al terrorismo». Tra queste forze vi è la 173a brigata, l'unica unità aviotrasportata a diretta disposizione del Comando europeo Usa. D'altronde, spiega la Setaf, la sua «missione» è quella di «aggiungere personale per diventare una Divisione». Tra non molto, quindi, può darsi che a Vicenza sia acquartierata non più una brigata ma una divisione aviotrasportata, che avrà bisogno di ulteriori spazi. Necessari, dirà Rutelli, per l'ulteriore rimodulazione delle forze statunitensi in Italia e, contestualmente, della sovranità italiana.

domenica 3 giugno 2007

LA FAME NEL MONDO


Un pianeta urla per la fame
800 milioni di persone senza cibo
Un mondo condannato alla fame ed alla sofferenza. Sono 800 milioni le persone, da un emisfero all'altro, che soffrono di fame. E non basta, perché la malnutrizione riguarda un numero ben superiore di persone: oltre 2 miliardi.
Nel corno d'Africa, cuore della disperazione, l'80% della popolazione soffre di gravi malattie legate alla malnutrizione. I bambini sono soggetti alla caduta di capelli, fino alla calvizie, alla perdita delle unghie e talvolta anche del primo strato di pelle. I1 mondo è pieno di affamati perché le risorse sono mal distribuite. Per questo non è sufficiente aumentare la produzione alimentare, ma combattere la lotta su più piani: da una parte sviluppare l'agricoltura nelle zone più povere, proteggendo le economie rurali, e dall'altra correggere certi effetti dell'economia globalizzata: caduta dei prezzi dei prodotti agricoli, diffusione incontrollata delle colture industriali volute dai gruppi economici più forti, liberazione dei contadini e dei paesi poveri dal giogo dell’indebitamento.
Occorrono interventi strutturali in grado di modificare le tendenze spontanee dell'economia mondiale. È necessario che i bisogni ed i contributi dei paesi in via di sviluppo ottengano una giusta considerazione nel commercio mondiale. Liberare dalla fame significa anche liberare dalla guerra, ha detto il Pontefice in un Suo messaggio.
"Liberare dalla fame milioni di esseri umani non è impresa facile e presuppone di estirpare le stesse cause alle radici della fame, come guerre e conflitti interni".
La FAO ha calcolato in 10 centesimi di dollaro a persona all’anno il costo di una integrazione a base di ferro. (l'anemia è la principale malattia da regime alimentare - colpisce un miliardo e mezzo di persone) del cibo destinato alle persone anemiche. Nella sola India un'operazione del genere verrebbe a costare 44 milioni di dollari l'anno. In Thailandia si è avuto successo con un programma che, prima di aggredire la malnutrizione combatte la povertà. Il programma ha dato vita ad una serie di iniziative produttive che comprendono
l'introduzione di tecnologie agricole più moderne, la creazione di migliaia di centri di allevamento di bestiame, ed il miglioramento delle strutture educative e dei servizi sociali: la carenza di proteine è stata ridotta così da una prevalenza del 51 fino al 21% in termini globali, mentre le forme più drastiche di malnutrizione sono calate dal 2,1% allo 0,01.
RAPPORTO UNICEF
È allarme rosso per la situazione infanzia ne1 mondo
Ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause facilmente prevenibili e molti altri si “perdono in mezzo ai
vivi”, resi invisibili dalla miseria,non registrati alla naseita o costretti a lavorare in condizioni estreme. Come i bambini soldato, o quelli nei bordelli, vittime dello sfruttamento sessuale. Oltre 600 milioni,sotto i 5 anni, devono sopravvivere con meno di un dollaro al giorno, 200 milioni sono affetti da rachitismo per malnutrizione e oltre 110 non vanno a scuola.
AIDS
Ogni minuto 6 ragazzi sotto i 25 anni vengono infettati dall’HIV e l’AIDS colpisce soprattutto l’Africa: su 2,8 milioni di persone morte lo scorso anno il 79% erano africani.
RACHITISMO
Carenze alimentari e mancanza di cure adeguate pregiudicano la crescita del bambino nei primi anni di vita. Nei Paesi in via di sviluppo il 39% dei piccoli sotto i 5 anni é affetto da rachitismo, mentre sono oltre 170 milioni quelli sottopeso.
VACCINAZIONI
30 milioni di bambini non sono protetti dalle vaccinazioni obbligatorie (nel primo anno di età) e tra questi 11 milioni muoiono per malattie che si potrebbero prevenire.
ACQUA E SERVIZI IGIENICI
Più di un miliardo di persone continua a non avere accesso all'acqua potabile ed un terzo della popolazione mondiale non dispone di servizi igienici, soprattutto in Cina, Congo, Etiopia, India. Mentre sono 2 milioni i bambini che muoiono per malattie diarroiche ed altri disturbi legati al consumo d'acqua.
MATERNITA' ASSISTITA
44 milioni di donne non ricevono alcuna assistenza durante la gravidanza ed il parto. Questa é ogni anno la causa di morte di circa 600.000 puerpere e 5 milioni di neonati prima, durante il parto o nella prima settimana di vita. Ancora oggi nel mondo oltre 130 milioni di donne hanno subito la mutilazione degli organi genitali.
COSA FARE
Tutti gli uomini devono e possono battersi per la tutela dei diritti umani, troppo spesso violati. Non può esserci sviluppo se questo non è planetario, ed obiettivi dello sviluppo sono quelli di assicurare una condizione di vita dignitosa, un'alimentazione adeguata, un'assistenza sanitaria, istruzione, lavoro e protezione contro le calamità.
Intervenire in aiuto delle Nazioni povere e di combattere la povertà attraverso ogni mezzo: sostenere i programmi internazionali; diffondere il messaggio con campagne di informazioni capillari e ripetute nel tempo al fine di sensibilizzare sempre più il cittadino; promuovere incontri con le Istituzioni cooperando con esse per istituire centri di raccolta e per formalizzare programmi di intervento educativo; attivarsi con i media per diffondere l’obbligo della difesa dei diritti umani.