sabato 22 settembre 2007

Chi cazzo se ne fotte.

Pazzia.
Sale e pepe.
E un pallone sgonfio per giocare tra amici.
Il primo venticello invernale per rinfrescarsi.
Una canna improvvista.
Liquore di seconda marca, economico.
Libertà.
Ragazzi e felicità.
Felicità prima di diventare grandi.
Poi voglio una pizza fritta in olio bruciato.
Grasso nel sangue e chi cazzo se ne fotte.
Tanto siamo piccoli e niente ci fa.
Felicità prima di diventare grandi.
Chi cazzo se ne fotte.
Una canna prima che m'impicco al palazzo di mio padre.
Sono un fottutissimo figlio di puttane.
Amo grattarmi le palle.
Non voglio fare un cazzo.
Voglio giocare solo con un pallone sgonfio,
tra il venticello invernale.
E poi tirare di canna.
Pazzia.
Sale e pepe.

giovedì 20 settembre 2007

PORCA PUTTANA

C'è una "porca puttana" in me che mi toglie l'anima. Non è niente di che, ma vive al posto mio. Questa "porca puttana" di merda, che niente sa e niente vuole, ma poi tutto raggiunge alla fine. Sono fritto e impanato, sono melma tra la melma. mi alzo di mattina e già avrei voglia di dormire di nuovo, vado a dormire e non riesco a trovare il sonno.
Sono incazzato, ma non lo dimostro.
Mio padre mi dice che non sono capace di affrontare l'età che avanza: cazzo, ho trentatré anni...a quaranta che farò mi taglierò le vene?
Qualche canna, tante sigarette e un bicchiere di liquore da circolo recreativo: sambuca, vecchia romagna, stock. roba insomma che costa poco ma che lo stesso raggiunge il risultato.
Capisco di essere niente altro che un figlio di un cazzo e mi dispiace che più niente mi diverta o mi dia piacere.
Questa "porca puttana" mi hanno rotto i coglioni e basta, ma a chi cazzo lo vai a dire?
Non mi rets che imprecare: "PORCA PUTTANA".
PETROSINO RAFFAELE
RAFAEL NAVIO