mercoledì 28 febbraio 2007

L'ANIMA


All'inizio aria fresca e casta
Alla fine nube sporca e tossica.

domenica 18 febbraio 2007

MALINCONIA


Rimpianto del passato,
banalità del presente,
paura del futuro.

Rafael Navio 02.06.1998

sabato 17 febbraio 2007

CITAZIONE

"I poeti immaturi imitano; i poeti maturi rubano."
Thomas Stearns Eliot (1888-1965), poeta e drammaturgo inglese

NAPLE'S ART


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mercoledì 14 febbraio 2007

Road to the Oscar: le attici hanno fatto anche questo! di Valerio Salvi



www.filmfilm.it


Ed eccoci all’attrice protagonista. Qui la situazione è in mano a 3 grandi nomi che hanno fatto la storia del cinema. In primis Lei, l’istituzione, la pluri candidata (ben 14 volte) e pluri premiata (2 volte ormai un ventennio fa con Kramer contro Kramer e La Scelta di Sophie: Meryl Streep. La sua Miranda Priestly nel Diavolo Veste Prada è efficace, ma niente a che vedere con la terribile madre del futuro presidente di The Manchurian Candidate, per restare nel passato recente, o la Linda del Cacciatore. Insomma ottime possibilità, ma un passato molto pesante da gestire.
Le altre due, in rigoroso ordine anagrafico, Judi Dench e Helen Mirren. La Dench candidata per Diario di uno Scandalo vanta ben 6 nomination e una statuetta (Shakespeare in Love), ma si tratta di cose tutte molto recenti, dal ’98 in poi. Molta TV, moltissimo teatro ma un bel ruolo nel misconosciuto Jack e Sara per il quale nessuno l’ha notata. Un’altra corsa per questa britannica signora che in realtà si batte per il titolo di dama più “britsh” con la camaleontica Mirren.
La “Regina Elisabetta” è alla terza nomination e può vantare un plus valore non da poco: la Coppa Volpi a Venezia. Avrebbe dovuto vincere per Gosford Park ma spesso – Kidman docet – vengono assegnati Oscar riparatori, quindi…Dietro le “senatrici” due attrici giovani, ma di enorme statura. La trentenne Winslet ha già 5 nomination. A parte la superficiale parte in Titanic, che però gli è valsa l’etichetta di star, noi l’avremmo voluta premiare per Romance & Cigarettes, un’impresa impossibile nella puritana America, oppure per Se Mi Lasci Ti Cancello, pellicola però troppo “border line”.Ultima della lista l’attuale musa almodovariana Penelope Cruz. Con Volver ha già vinto il Goya ed il Golden Globe. Non Ti muovere è però il film con il quale ha lasciato il segno, almeno in Europa e Blow è quello che anche oltreoceano l’ha fatto vedere. Sarebbe una grande sorpresa, per la sicura gioia della comunità ispanica, ma forse veramente troppo difficile.
Valerio Salvi

NAPLE'S ART: QUARTIERI SPAGNOLI


DISPERAZIONE


Le mie lacrime solcano il viso,
sposano la pioggia incessante:
madido è il corpo di disperazione.
RAFAEL NAVIO 11.02.1998

domenica 11 febbraio 2007

LA Minigonna



1964, SEI MINI.
Inizia la guerra in Vietnam, esplode laq Pop Art, Martin Luther King riceve il premio Nobel per la pace e Mary Quant inventa la minigonna. A indossarla è Twiggy : prima top model-teen ager ritratta anche dalla neonata macchina Polaroid. Nata a Londra nel 1934 , Mary Quant dal 1955 aveva aperto nella capitale anglosassone la boutique Bazaar in Kings Road , fondando uno stile giovane, ribelle e democratico che insieme alla Beatlesmania sarebbe stato un elemento chiave della Swinging London. Dopo il 1964 l'abbigliamento femminile non sarà più lo stesso. Le gonne corte imporranno stivali alti di vernice, nuove calze dette collant e una rivoluzione della biancheria.

Un indumento può passare inosservato, come qualsiasi oggetto accessorio della nostra vita, ma ci fu qualcuno, molto tempo fa che con uno di esso, diede uno scossone al mondo. L’idea le venne una sera, ballando alla taverna del Savoy, a Londra: «Vidi le ragazze con la sottana sotto al ginocchio fare una fatica terribile a tenersi in piedi con quel ritmo forsennato…», quindi, decise semplicemente di accorciarla, perché potessero muoversi liberamente e mostrare, se le avevano, le belle gambe. Mary Quant porta al successo la minigonna offrendo alle donne un’occasione per emanciparsi. Il mondo cambia, la vita cambia, i puritani vengono zittiti e la libertà sembra conquistare davvero lo spazio che le spetta. Nei fatti e nel pensiero.
Inizia tutto negli anni 60', e adesso prepariamoci a un anno all'insegna della minigonna. Ma dire che la mini torna alla grande non basta.. bisogna sapere come portarla.Quanto deve essere mini? La minigonna è corta per definizione.La sportività, l’energia e la forza, senza abbandonare la femminilità? Una minigonna super corta è sexy e femminile. La minigonna più semplice da indossare è fatta di materiali leggeri che la facciano cadere bene, senza invadere lo spirito femminile. Con che cosa si può abbinare? La regola base è la semplicità, infatti la minigonna non è uno dei capi più facili da abbinare. Con quali scarpe? Si ha come sempre una vasta gamma di scelta, tra stivali molto alti dai materiali morbidi oppure scarpe sportive (adesso è il momento della ballerine) e sempre la classica scarpa con tacco alto, mai tramontata nonostante le mode. La nostra risposta è: tutto è permesso, tutto è possibile....la cosa più importante è sentirsi bene con quello che si indossa. Perché la minigonna è l’indumento più amato di tutti i tempi. Lo rivela un sondaggio dei grandi magazzini inglesi Harvey Nichols.
Il capo più amato di tutti i tempi? La minigonna.
Al secondo posto i jeans, poi il vestitino nero. Il più odiato la tuta da ginnastica di poliestere, poi scaldamuscoli e fuseaux.
È la minigonna l'indumento più amato di tutti i tempi. Almeno secondo i 3500 inglesi interpellati nel sondaggio della catena britannica di grandi magazzini Harvey Nichols.Creata originariamente nel 1962 dallo stilista francese André Courrèges e accorciata vertiginosamente un anno dopo dalla designer britannica Mary Quant che ne fece il capo simbolo degli anni Sessanta, la minigonna è il più rivoluzionario e ironico indumento della storia dell'abbigliamento: supera nel gradimento persino articoli sacri del guardaroba d’ogni donna come i jeans, le scarpe ed il versatile vestitino nero.
Gli stilisti hanno decretato, senza possibilità d’appello, che sarà la stagione della minigonna e degli shorts. Gambe in evidenza. Ma più che un indumento la minigonna è uno stato del cambiamento delle cose, la modernità che si stava affacciando alla fine del novecento, anche se poi le aspettative sono state tradite. Passato e futuro, un giorno senza tramonto.
Per questo Mary Quant, per la sua campagna pubblicitaria ingaggiò una ragazza che sembra apposta nata per indossare la minigonna: Twiggy.
Il suo vero nome era Leslie Hornby, ma la chiamavano Twiggy, che vuol dire «ramoscello», e prima ancora «grissino».
Dopo quella foto tutta la sua vita cambiò, come del resto le altre di tutte le sue coetanee. Era appena un’adolescente e faceva l’aiutante di un parrucchiere. Il primo contratto glielo fece una rivista, «Woman’s Mirror», a nove sterline la settimana, e subito il «Daily Express» la promosse «volto dell’anno». A 16 anni modella famosa, a 19 interprete di un film di Ken Russell e attrice di reputazione mondiale, a 20 miliardaria. Qualcuno la battezzò «il fenomeno del secolo». Niente seno, fianchi, sedere, eppure piaceva e tanto. Costrinse alla fame le signorine di mezzo mondo, che si tagliavano i capelli alla Twiggy, si truccavano alla Twiggy, si vestivano alla Twiggy. Certo, gli Anni 60 appaiono infinitamente lontani.
Qualcosa con un pezzo di stoffa è cambiato, più di quanto abbia fatto una guerra o una rivoluzione.
Anche se di una vera rivoluzione si è trattato: quella della minigonn che ha portato all'emancipazione la donna.


di Rafael Navio











sabato 10 febbraio 2007

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IL FUOCO


C'è qualcuno che fa fuoco.

Nessuno lo ferma, incontrastato.

Un fuoco alto, di diverse sfumature.

Arriva una pioggerellina dal cielo,

evidentemente divina, non terrena.

Ma le lingue di fuoco si arrampicano,

di continuo, da millenni.

C'è qualcuno che fa fuoco,

forte e dispersivo di calore.

C'è qualcuno che fa fuoco

bruciando la libertà dei suoi simili.

Incontrastato.



RAFAEL NAVIO 24/03/93

venerdì 9 febbraio 2007

IL GIORNO DELLA MEMORIA (ANNAMARIA MORI)

Quello che ha scritto questa eccezionale scrittrice è molto difficile commentare. La redazione di SCRIVISENZACENSURA ne consiglia semplicemente la lettura, per conoscere e capire.



Maria Mori (Pola, 1946) è una giornalista e scrittrice italiana.
Nata a Pola da madre
lussignana ai tempi in cui la città era italiana, nell'infanzia ha preso la strada dell'esodo ed ha lasciato l'Istria con la sua famiglia. Terminati gli studi a Firenze ha intrapreso la carriera giornalistica nella capitale. Ha collaborato alla Repubblica fin dai primi numeri, dal 1974 al 1995, ed è stata caporedattore del settimanale Annabella (oggi Anna). Ha anche seguito una famosa rubrica di terza pagina del Messaggero riguardante gli eventi mondani e culturali.
Anna Maria Mori ha anche lavorato nella radio e in televisione, realizzando documentari sulla propria terra d'origine (Istria 1943-1993: cinquant'anni di solitudine, 1993, e Istria, il diritto alla memoria, 1997), trasmessi su Raiuno.

Opere
Il silenzio delle donne e il caso Moro, Lerici, 1978
Nel segno della madre, Frassinelli, Bologna 1992 (Premio Fregene per la narrativa)
Ciao maschi, Frassinelli, Bologna 1994
Io Claudia, tu Claudia, Frassinelli, Bologna 1995
Donne mie belle donne, Frassinelli, Bologna 1997
Bora (con Nelida Milani), Frassinelli, Bologna 1999 (Premio Rapallo, Premio Alghero per la narrativa femminile, Premio Costantino Pavan di San Donà di Piave, Premio Chiantino)
Gli esclusi. Storie di italiani senza lavoro, Sperling & Kupfer, 2001 (Premio Elsa Morante per la saggistica)
Femminile irregolare. Uomini e donne aggiornamenti sull’uso, Sperling & Kupfer, 2002
Lasciami stare, Sperling & Kupfer, 2003
Nata in Istria, Rizzoli, Milano 2006
Estratto da "
http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Maria_Mori"

giovedì 8 febbraio 2007

RadioFreccia

" Ciccio, la radio è un hobby! Potevi essere un maniaco di francobolli, di pesci gatto, o di che cazzo ne so ! ..Dai, avrai comunque le tue “ trecentomila “ al mese. Cambierai la 127 ogni tre anni, ti sposerai Ilaria, perché quelli come te sposano sempre quella che hanno conosciuto alle medie…"

" Cosa vuol dire quelli come me ? "

" Vuol dire quelli come te ! I figli: un maschio e una femmina, se ti va male due e due,… fra cinquanta anni avrai la casetta tua con tutte le grate alle finestre perché abbiamo paura degli zingari, è chiaro. Guzzerai Ilaria una volta al mese, solo quando sarete ciucchi…..E poi le paste la domenica mattina, i tortelli alla vigilia, qualche petardino a Capodanno, le barzellette al bar in dialetto e l’ italiano davanti al capo….. “ Novantesimo minuto “ vita natural durante e la 127 lavata al sabato, per portare la famiglia fuori la domenica……Una vita di straordinari per comprare il gommone Zodiac per le gite sul Po e tre- quattrocento hobby nuovi perché il tempo libero ti ammazza.Gran sballo !…..Quelli come te son anche capaci di fare volontariato alla croce rossa ! "

" Quelli come me, quelli come te li mandano a fanculo ! "

dal film RadioFreccia
di Luciano Ligabue

Il vuoto

Non ho più parole,
tra le mie labbra non ho più parole.

Non ho più pensieri,
nella mia mente non ho più pensieri.

Non ho più inchiostro,
nella mia penna non ho più inchiostro.

Non ho più carta,
nel mio cassetto non ho più carta.

Non ho vita,
nella mia vita non ho più vita.


Rafael Navio 22/12/1991

lunedì 5 febbraio 2007

CONTATTI

CONTATTI: RAFAELNAVIO@LIBERO.IT
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domenica 4 febbraio 2007

ACQUA E VENTO



Incessanti sul corpo inerme
fastidiosi sul vetro battuto
taglienti sul viso sfregiato
sentimenti di amore e di odio
sensazioni di rabbia e di gioia
razzie di vite e di anime
vele di carte divorate dal fuoco
speranze torturate dal tempo
pensieri imprigionati dalla realtà....

Desiderio di dominare acqua e vento

di Rafael Navio 11.06.1988

Il Ragionamento



orso basilio: oggi senza calcio!

cervo elio: che perdita di tempo!

orso basilio: hai ragione. Pensa che io per riempire il pomeriggio domenicale ho letto un libro. Che perdita di tempo!

sabato 3 febbraio 2007

Giorno di lutto

La piccola redazione del sito "scrivisenzacensura" osserverà un giorno di silenzio per il grave incidente avvenuto nella partita siciliana di ieri. Che una forza superiore possa illuminare l'annebbiata coscienza dell'uomo affinché si apra una strada, qualunque, ma diversa da quella attuale.
Molti hanno parlato di calcio, per noi è irrilevante: violenza pura.
A nostro modo siamo vicini alla famiglia del defunto.

giovedì 1 febbraio 2007

I SASSI DI MARASSI

http://ilmattino.caltanet.it/mattino/page_view.php



I SASSI DI MARASSI

TIZIO: VERONICA VOLEVA LE SCUSE DI BERLUSCONI.

CAIO: VERAMENTE C'ERAVAMO PRIMA NOI ITALIANI.

IL PENSIERO DEL PRESIDENTE BASSOLINO






Ah, come vorrei essere il presidente della regione Lombardia oh...che ne so..della regione Trentino, Piemonte, Toscana.
La Campania....è uno stress, tutti morti di fame, e poi tante razze mischiate, il terremoto, la camorra, i lamenti, le carte a terra, la spazzatura, ma chi li deve risolvere questi problemi?
Non penseranno che mi accolli tutto io?
Ah, il nord, caro e dolce nord.

WWW.CASABABYLON.IT


Casa babylon theatre.
L'arte del teatro.
PAGANI/SALERNO



Bush for job


E' il momento di andare a lavorare!!!!

La confusione sul personaggio











orso basilio: ma chi è sto' Silvio Berlusconi????


cervo elio: non ho ho capito bene, ma mi hanno detto che se lo inviti a casa vuole tenere sempre il telecomando tra le mani!!!!