martedì 8 maggio 2007

IL PANE


Appare come qualcosa di così semplice che ogni giorno passa inosservato alle nostre preoccupazioni. E' un concetto irrilevante dell'occidente industrializzato, ma dovrebbe essere frutto di più sane e cospicue riflessioni.
I bambini a tavola lavorano la mollica inventando strane e fantasiose forme.
I manager lo lasciano a cestini riservando al palato più gustose e complicate pietanze.
Gli avvocati non riserverebbero mai una loro arringa, in fondo si tratta di un cliente che non potrebbe pagare che se non in natura.
In questi giorni seguo una dieta, abbastanza drastica se si pensa a quello che mangiavo prima, e quindi arrivo all'ora dei pasti con la fame. anche se per mezzo di una dieta, bisognerebbe sempre conoscere la fame, la signora fame, per comprendere e non riempirsi la bocca di chiacchiere.
Mia madre era in ritardo quel giorno all'ora di pranzo e la fame m'era addosso come un lupo mannaro, una sensazione nuova, ripeto. C'era l'insalata ancora scondita e il cestino di pane, proprio al centro della tavola, proprio davanti ai miei occhi.
Mi tocca una fettina di pane ad ogni pasto.
L'ho mangiata con le foglie d'insalate scondite e ancora inzuppate d'acqua dello sciacquo.
Un sapore incredibile, indescrivibile.
Il pasto migliore della mia vita.

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