martedì 6 marzo 2007

compromesso



Ti lascerò entrare
lentamente,
in una vita non tua.
Libero di fare da padrone
tra le mie cose,
tra i miei attimi.
Suonare quello che non t’appartiene.
Vibrare tra i miei cocci
come se fossero di tua appartenenza.
Calare il secchio
nel pozzo scavato dalle mie mani.
Mangiare e ridere con la donna
di questa casa,
disposta e disinibita.
E i figli,
ti sorrideranno,
come se fossi il padre.
Potrai volare senza ali.
Correre senza scarpe.
Dire quello che non direi mai.
Perché di te c’è l’esigenza,
il bisogno.
Non è possibile senza.

Però,
se mi concederai un attimo,
guardati:
i fianchi, le spalle,
la gola.
Perché ti colpirò.
Lentamente!
Allo stesso modo
di quando sei entrato.

Allora,
sarà entrata la vendetta,
lentamente,
in una vita non sua.
Libera di fare da padrone.
E io,
non potrò fare più niente
per accoglierti.

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