
In quei Disco Days di sesso libero e (s)ballo sfrenato che segnarono un epoca, si aggiravano personaggi con pantaloni attillati all’inverosimile e camicie con colletti quasi alari
Nella storia del Cinema molti film sono stati definiti “generazionali” senza avere le carte in regola. Ed in effetti le pellicole che si possono fregiare di questo aggettivo sono veramente poche. La Febbre del Sabato Sera è sicuramente un film che ha definito il segno di una generazione.
In una New York pre AIDS e pre Ground Zero (nel film ricorre almeno in due occasioni l’immagine di una città con le Twin Towers che spiccano in lontananza), si avvera la fine di un momento che ha fatto del “live fast die young” la sua “cifra stilistica”. E come fu per Gioventù Bruciata di cui il film di Badham si può definire un seguito aggiornato, la fine non può essere che tragica.In quei Disco Days di sesso libero e (s)ballo sfrenato che segnarono un epoca, si aggiravano personaggi con pantaloni attillati all’inverosimile e camicie con colletti quasi alari che pensavano solo al divertimento (e l’edonismo reganiano era ancora prossimo a venire). Personaggi ai margini che cercavano nella fuga dalle responsabilità una specie di riscatto nei confronti di una società e di una famiglia che non gli aveva dato niente. Ed è per questo che italo americani e portoricani sono due delle “fazioni” che ricorrono nel film. Ma agli occhi e al cuore di tutti noi che allora eravamo ragazzini La Febbre del Sabato Sera è stato anche il film che fece scoppiare il fenomeno Travolta. Tony Manero così come Danny Zucko (Grease) furono due personaggi a cui tutti si vollero rifare in un modo o nell’altro. E come succede nel caso dei miti veri (non quelli da “reality” televisivi) il grande John è ancora oggi considerato un “figo” di prima categoria. Un po’ ingrassato, un po’ invecchiato ma sempre un gran personaggio. Ma lasciamo da parte la nostalgia e torniamo al film. Vogliamo parlare della colonna sonora? I tre fratelli Gibb, in arte Bee Gees, fecero un lavoro che ancora oggi risulta stupefacente ed è oggetto di revival quasi annuale. D’altra parte non si può rimanere freddi alle immagini di un Tony Manero ormai distrutto che vaga sulla metropolitana “graffitata” (altro elemento che ricorreva frequente nel Cinema statunitense degli anni settanta) con sotto le note di “How Deep is Your Love”.E se vogliamo mettere da parte il naïf (che comunque in questo film non stona per niente) e il senso di datato (e neanche questo stona, perché il film è invecchiato benissimo) La Febbre del Sabato Sera rimane la sincera e drammatica fotografia di una generazione che non c’è più e di un mondo che è cambiato tragicamente non certo per colpa della “ribellione” di questi ragazzi ma purtroppo per l’imbecillità di qualcuno che dall’alto del suo potere regola le vite di generazioni intere lasciando a queste soltanto le briciole. Gioventù da bruciare.
Nella storia del Cinema molti film sono stati definiti “generazionali” senza avere le carte in regola. Ed in effetti le pellicole che si possono fregiare di questo aggettivo sono veramente poche. La Febbre del Sabato Sera è sicuramente un film che ha definito il segno di una generazione.
In una New York pre AIDS e pre Ground Zero (nel film ricorre almeno in due occasioni l’immagine di una città con le Twin Towers che spiccano in lontananza), si avvera la fine di un momento che ha fatto del “live fast die young” la sua “cifra stilistica”. E come fu per Gioventù Bruciata di cui il film di Badham si può definire un seguito aggiornato, la fine non può essere che tragica.In quei Disco Days di sesso libero e (s)ballo sfrenato che segnarono un epoca, si aggiravano personaggi con pantaloni attillati all’inverosimile e camicie con colletti quasi alari che pensavano solo al divertimento (e l’edonismo reganiano era ancora prossimo a venire). Personaggi ai margini che cercavano nella fuga dalle responsabilità una specie di riscatto nei confronti di una società e di una famiglia che non gli aveva dato niente. Ed è per questo che italo americani e portoricani sono due delle “fazioni” che ricorrono nel film. Ma agli occhi e al cuore di tutti noi che allora eravamo ragazzini La Febbre del Sabato Sera è stato anche il film che fece scoppiare il fenomeno Travolta. Tony Manero così come Danny Zucko (Grease) furono due personaggi a cui tutti si vollero rifare in un modo o nell’altro. E come succede nel caso dei miti veri (non quelli da “reality” televisivi) il grande John è ancora oggi considerato un “figo” di prima categoria. Un po’ ingrassato, un po’ invecchiato ma sempre un gran personaggio. Ma lasciamo da parte la nostalgia e torniamo al film. Vogliamo parlare della colonna sonora? I tre fratelli Gibb, in arte Bee Gees, fecero un lavoro che ancora oggi risulta stupefacente ed è oggetto di revival quasi annuale. D’altra parte non si può rimanere freddi alle immagini di un Tony Manero ormai distrutto che vaga sulla metropolitana “graffitata” (altro elemento che ricorreva frequente nel Cinema statunitense degli anni settanta) con sotto le note di “How Deep is Your Love”.E se vogliamo mettere da parte il naïf (che comunque in questo film non stona per niente) e il senso di datato (e neanche questo stona, perché il film è invecchiato benissimo) La Febbre del Sabato Sera rimane la sincera e drammatica fotografia di una generazione che non c’è più e di un mondo che è cambiato tragicamente non certo per colpa della “ribellione” di questi ragazzi ma purtroppo per l’imbecillità di qualcuno che dall’alto del suo potere regola le vite di generazioni intere lasciando a queste soltanto le briciole. Gioventù da bruciare.
Renato Massaccesi
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